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Mar
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Conferenza gratuita all’Ordine degli Psicologi della Liguria sulla Self Mirroring Therapy

Self Mirroring Therapy: i neuroni specchio e le nuove tecnologie in Psicoterapia

Report del Convegno del 13 Maggio 2017 presso l’Ordine degli Psicologi della Liguria

La Self Mirroring Therapy (SMT) è una tecnica psicoterapeutica innovativa che, integrandosi con altri approcci clinici, ne incrementa l’efficacia. Utilizzando le recenti scoperte in ambito neuro-scientifico sul sistema dei neuroni specchio, la SMT propone un protocollo clinico in cui si videoregistra il paziente che parla di un evento emotivamente significativo (Vinai e Speciale, 2015). In un secondo momento, lo si videoregistra mentre vede sé stesso nel primo video.

Il paziente, osservando sé stesso e le proprie emozioni come se fosse il personaggio di un film, attiva il sistema dei neuroni specchio, applicando a sé la capacità innata che ci permette di comprendere le emozioni degli altri in maniera automatica ed efficace attraverso l’osservazione dell’espressione emotiva sul volto altrui.

Grazie ai recenti studi di neuroimaging, sappiamo che il sistema dei neuroni specchio si attiva in maniera maggiore quando osserviamo il proprio volto rispetto al volto altrui (Uddin et al, 2005, 2007; Kaplan et al, 2008; Iacoboni, 2008). Così il paziente, che spesso ha difficoltà nel comprendersi emotivamente, può sfruttare il canale visivo dal “di fuori”, coniugando e integrando il vissuto emotivo interiore con l’espressione esterna delle proprie emozioni.

Allo scopo di introdurre la tecnica della SMT, il 13 maggio 2017 presso l’Ordine degli Psicologi della Liguria si è tenuto il convegno “Self Mirroring Therapy: i neuroni specchio e le nuove tecnologie in Psicoterapia”.

La giornata, spazio di dialogo e confronto, ha visto l’alternarsi di diversi relatori, che hanno “costruito un ponte” tra teoria e pratica clinica, ricerca scientifica attuale e nuove prospettive per il futuro.

Il convegno si è aperto con l’intervento della Presidente dell’Ordine, la Dott.ssa. Lisa Cacia, che ha sottolineato come la SMT riesca a coniugare la teoria dei neuroni specchio con le nuova tecnologie. A seguire, la vice Presidente Dott.ssa Antonella Fiaschi che, oltre a introdurre l’evento e a presentare i relatori, ha  sottolineato l’importanza di avere nuovi approcci psicoterapeutici sostenuti dalla ricerca neuroscientifica.

Il primo relatore, Dott. Maurizio Speciale (psicologo, psicoterapeuta e co-ideatore della SMT), ha illustrato le basi neuroscientifiche di questa nuova tecnica, illustrando le conoscenze sul sistema dei neuroni specchio e sul concetto di risonanza affettiva, meccanismo che permette di mettersi in legame emotivo con le altre persone e che sta alla base dell’efficacia della SMT (Enticott et al., 2008; Iacoboni, 2009).

Successivamente, il Dott. Piergiuseppe Vinai (medico, psicologo,  psicoterapeuta e co-ideatore della SMT) ha portato l’interessante presentazione del protocollo clinico della Self Mirroring Therapy, spiegando l’importanza del video nelle diverse fasi della tecnica e illustrandone le tempistiche, nonché le possibili aree di intervento. Grazie al confronto attivo promosso dal relatore, è stato possibile avere un dialogo insieme ai partecipanti del convegno sulla metodica SMT, sulla sua efficacia, ponendo a confronto in maniera spontanea le diverse conoscenze e specialità psicologiche/psicoterapeutiche.

Si è poi passati a una più specifica area clinica, grazie alla Dott. ssa Michela Alibrandi (psicologa, psicoterapeuta, sviluppatrice e ricercatrice SMT) che ha illustrato il protocollo clinico per il trattamento SMT del Disturbo Ossessivo Compulsivo applicato al caso clinico di una paziente. Grazie al lavoro SMT svolto in seduta, la dott.ssa spiega come la paziente sia riuscita a comprendere i propri vissuti di ansia in maniera efficace, “osservando” sulla sua videoregistrazione l’intensa sofferenza che la accompagnava da tempo  lungo il percorso del disturbo. L’empatia e l’affetto verso di sé sono state le emozioni cruciali che la paziente ha provato in maniera spontanea, e osservato sul suo volto, al termine del lavoro SMT. Grazie a questo si è resa possibile una significativa riduzione dei sintomi legati al DOC e un aumento del suo benessere.

Successivamente, hanno preso parola la Dott.ssa Leonor Romero Lauro e il Dott.  Emanuele Lo Gerfo (ricercatori presso il dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca) con la presentazione di uno studio elettromiografico in atto che analizza a livello cerebrale i cambiamenti che si attuano quando si osserva l’espressione emotiva del proprio volto rispetto a quando si osservano le emozioni sui volti altrui. Secondo l’ipotesi della ricerca, ci si attende che i soggetti provino emozioni differenti o di maggiore intensità, sia in forma esplicita che implicita, alla visione del proprio volto rispetto al volto altrui; inoltre, si vuole osservare se questi meccanismi siano trasversali a tutte le emozioni o se ci siano differenze significative tra una emozione e l’altra.

Infine, è intervenuto il Prof. Cesare Maffei (Professore Ordinario di Psicologia Clinica presso Università San Raffaele e Direttore del Servizio di Psicoterapia dell’Ospedale San Raffaele di Milano) che ha illustrato i dati preliminari dello studio scientifico che sta conducendo presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università San Raffaele. La ricerca mira a valutare quanto le capacità di Mindfulness dei soggetti facilitino la capacità di riconoscimento delle emozioni attraverso la metodologia SMT.

In conclusione, la giornata è stata ricca di spunti clinici, di riflessioni sul proprio operato come psicologi/psicoterapeuti, con un buon confronto sulle difficoltà che molte volte si incontrano nel contatto quotidiano con i pazienti e con le sofferenze che essi portano al professionista. L’apporto alla giornata della Ricerca Scientifica e del legame con le Neuroscienze è stato fondamentale per comprendere come la pratica clinica psicologica/psicoterapeutica possa essere supportata e semplificata dalle frequenti e interessanti scoperte scientifiche, in un clima che vuole essere di collaborazione e cooperazione tra i diversi ambiti che operano nel campo psicologico.

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